domenica 25 dicembre 2022

Statuto organico (Regolamento) della Venerabile Confraternita di S. Croce in Cargeghe. Anno 1885

 

a cura di Giuseppe Ruiu


(Archivio parrocchiale di Cargeghe)


Titolo I.

Preliminari


Articolo 1. La Venerabile Confraternita di S. Croce eretta canonicamente a Cargeghe a forma della Bolla di Clemente Papa VIII “Quaecumque”[la bolla: “Quaecumque a sede apostolica” emanata il 7 dicembre 1604 per dare alle confraternite un regime giuridico chiaro – ndc] consta di Confratelli e Consorelle; ha per fine il maggior incremento del Culto Divino e la santificazione delle anime, ed è posta sotto l’immediata giurisdizione dell’Ordinario Diocesano (Synodus Diocesano Tit. XXXIV. §§ [?] 2).


Art. 2°. La veste propria dei Confratelli consiste in un sacco, o abito, Cappuccio e Cingolo bianchi. Una placca metallica effigiata della Croce e insegna particolare del Priore.


Art. 3°. Il distintivo delle Consorelle è il Manto e Cordone pur bianchi.


Titolo II.

Dell’ammissione in Confraternita


Art. 4°. Per essere membro del Pio Sodalizio fa d’uopo che l’aspirante sia anzitutto gradito dal Consiglio in seguito a domanda che gliene verrà sporta a mezzo del Priore per gli uomini e della Prioressa per le donne.


Art. 5°. Decretato il gradimento, i postulanti sono ammessi alla Vestizione, nel giorno della quale principiano il Noviziato duraturo per nove mesi, in cui i Novizi dovranno dar saggio di lodevole condotta e verranno istruiti negli obblighi di Confratello o Consorella ed alla fine ammessi alla Professione, ove dal Consiglio, previa relazione del Maestro dei Novizi o Maestra delle Novizie, ne saranno stimati degni.


Art. 6°. Il Rito della vestizione si eseguisce dal Cappellano col benedire l’abito, o il Manto ed il Cingolo, e vestirne il Postulante (A).


Art. 7°. Il Rito della professione viene eseguito colla lettura del presente Regolamento colla promessa che i Novizi fanno colla formula prevista (B) di eseguirlo fedelmente e la benedizione speciale che impartisce loro il Cappellano (C).


Art. 8°. Tanto il Postulante nel giorno della vestizione, quanto il Novizio in quello della professione dovranno accostarsi ai Sacramenti della Confessione e Comunione.


Art. 9°. I nomi dei Confratelli, Consorelle e Novizi saranno inscritti in apposito Registro, numerato e ordinato dal Priore, Sindaco e Segretario colla indicazione della data della vestizione e professione, come anche della espulsione o morte dei medesimi. Un Elenco a Tavola di essi che rimarrà sempre affisso in Presbiterio accanto alla sede priorale (Syn. Dioces. Cit. citat. § 11).


Titolo III.

Dei doveri dei Confratelli


Art. 10. I doveri dei Membri della Confraternita sono o particolari per ciascuno, o comuni a tutti.


Art. 11. L’obbligo particolare consiste nel disimpegno esatto di quell’ufficio speciale di Priore, Prioressa, Sindaco ecc. ecc. che viene affidato ad un membro della Confraternita.


Art. 12. i doveri comuni sono riposti in ciò che tutti e singoli devono tenere una condotta esemplare (Syn. Dioce. Cit. Tit. § 7), frequentare i Sagramenti e adempimenti esattamente quanto viene prescritto nel presente Regolamento e lodevoli consuetudini di Confraternita.


Art. 13. Affinché nessuno possa affettare ignoranza di queste prescrizioni il presente regolamento verrà ogni anno letto e spiegato alla Confraternita, e dovrà rimanere sempre appeso in Sagrestia . e perché ciascuno conosca meglio i doveri od obblighi speciali ammessi al proprio ufficio avrà facoltà di estrarsi copia delle disposizioni che possono riguardarlo.


Titolo IV.

Delle misure disciplinari


Art. 14. Chiunque della Confraternita abbia mancato ai propri doveri sarà per la prima volta paternamente richiamato dal Priore: se recidivo sarà avvertito in piena Confraternita: continuando nella contumacia il Consiglio delibererà sulla pena da infliggergli, secondo le consuetudini, devenendo fino a quella dell’espulsione dalla Confraternita, previe però tre formali monizioni (Syn. Dioce. Tit. cit. §§ Let 7)


Art. 15. Per la riammissione di un espulso, che avrà riparato lo scandalo e fatta condegna penitenza, si osserveranno le disposizioni contenute nel Tit. II Dell’ammissione in Confraternita.


Titolo V.

Del Consiglio


Art. 16. Il Consiglio è come l’anima della Confraternita, mentre esso provvede a quanto può conferire al maggior incremento della medesima.


Art. 17. Il consiglio è composto del Parroco, che ne è il Presidente nato (Syn. Dioce. Tit. cit. § 5), del Priore, degli Ex Priori, e degli altri impiegati maggiori che nell’anno trovansi in carica (Syn. Dioce. Tit et § cit).


Art. 18. Al Consiglio si appartiene ricevere le petizioni degli Aspiranti, ammetterli al Noviziato se dietro le più diligenti informazioni consterà che godano di buoni precedenti, e percorso con lode il tempo della probazione riceverli alla professione: zelare l’esatta osservanza del Regolamento: curare con solerzia per mezzo dell’Economo l’amministrazione dell’azienda della Confraternita: vigilare perché gl’Impiegati adempiano al loro dovere: caldeggiare con carità fraterna la concordia tra i membri: sospendere dall’ufficio od anche privarnelo l’impiegato delinquente, e, previe le tre formali monizioni, decretare l’espulsione di coloro, che si giudicassero indegni di appartenere al Pio Sodalizio (Syn. Dioce. Tit. cit. § b).


Titolo VI.

Delle Adunanze o Colloqui e delle Votazioni


Art. 19. Le Adunanze o Colloqui del Consiglio sono solenni o meno solenni.


Art. 20. Le solenni riguardano oggetti gravi rapporto sia alle persone, sia all’amministrazione: dietro assenso del Presidente vengono intimate almeno due giorni prima per mezzo di avviso a domicilio a ciascun Consiliario, nessuno eccettuato a pena di nullità della deliberazione.


Art. 21. Le meno solenni avvengono nei giorni festivi dopo le pratiche religiose che si faranno nell’Oratorio, e riflettono oggetti di minore entità da risolversi oralmente.


Art. 22. Il Parroco come Presidente nato della Confraternita e Consiglio, od altra persona da lui deputata, dopo aver aperto la seduta coll’orazione “Actiones nostras” come la chiuderà coll’altra “Agimus Tibi gratias” fa leggere dal Segretario l’atto verbale della seduta precedente, che, se approvato, viene tosto sottoscritto dai Membri che vi presero parte, e propone l’oggetto da discutersi: accorda a turno la facoltà di parlare per la discussione o per nuove proposte: richiamerà all’ordine l’Oratore che si faccia reo di lesa sensibilità individuale, gli toglie in caso di contumacia, ed avvenendo grave insubordinazione potrà dichiarare sciolta e di niun effetto la seduta.


Art. 23. In prima convocazione non potrà deliberarsi se il numero degli intervenuti è minore dei due terzi del Consiglio: nella seconda sarà valida qualunque risoluzione siasi presa dal Presidente coi Consiliari presenti, purché la deliberazione versi sull’ordine del giorno, ossia sull’oggetto proposto a discutersi nella precedente seduta.


Art. 24. Il Consiglio delibera a maggioranza relativa di voti.


Art. 25. Se la votazione riguarda persone converrebbe che fosse segreta: sarà aperta in tutti gli altri casi, salvo che un Consiliario non faccia instanza in contrario.


Art. 26. Ove insorga dubbio intorno a chi possa votare fra due o più congiunti in parentela fino al 4° grado [?] inclusivamente, avrà la preferenza il più anziano di età.


Art. 27. Nelle votazioni che riguardano persone non potrà votare chi è loro parente entro l’accennato grado.


Art. 28. Potendosi fare votazioni per schede segrete le medesime vengono ricevute dal Presidente coll’assistenza di due Scrutatori, e deposte entro un urna, o altro che ne faccia le veci, e fattone lo spoglio e lettone il risultato, verranno bruciate.


Titolo VII.

Del Bilancio


Art. 29. Il Bilancio è lo stato dei redditi e delle spese, è perciò la base di ogni benintesa amministrazione affinché l’uscita sia regolata secondo l’entrata.


Art. 30. Dividesi in Attivo e Passivo, classificandosi nel primo i proventi di qualunque natura, e nel secondo qualsiasi genere di spese fisse, od ordinarie, casuali o straordinarie, e riportandosi messi i residui attivi e passivi che si verificassero nell’esercizio precedente.


Art. 31. Il Bilancio sarà ogni anno compilato dal Consiglio nel modo or ora indicato, tenendo per norma che non si stabilisca spesa alcuna se non necessaria, e le [?] necessarie siano moderate, e finalmente che la somma delle spese per quanto è possibile non superi il totale dei redditi (Syn. Dioce. Tit. int. § 7).


Art. 32. Le somme che sopravanzano verranno depositate a frutto per quell’Istituto di credito che parrà più conveniente al Contadore Generale, a nome e per conto della Confraternita, come verrà indicato nel relativo Libretto da custodire nella Contadoria Generale (Regolamento della Contadoria G[enera]ᴵᵉ Dioces. Art. b).


Titolo VIII.

Degli Impiegati


Art. 33. Gli Impiegati della Confraternita sono quelle persone di sufficiente capacità ed esemplare probità, alle quali viene affidato un ufficio. Essi dividonsi in Maggiori e Minori.


Art. 34. Impiegati Maggiori sono: il Priore, il Sindaco, il Sotto Priore ed il Maestro dei Novizi. Anche il Cappellano, l’Economo ed il Segretario sono Impiegati Maggiori, ma non potranno aver voto in Consiglio se non siano Confratelli.


Art. 35. Impiegati Minori sono i Confratelli, che esercitano altre cariche.


Art. 36. Eccettuati il Priore e l’Economo, la cui elezione si fa da tutti i Confratelli professi, ed il Sotto Priore e Sotto Prioressa, che sono di scelta l’uno del Priore e l’altra della Prioressa, gli altri Impiegati saranno nominati dal Consiglio entro otto giorni dalla elezione del Priore.


Art. 37. Non potendo aversi persone distinte per singoli uffici il Consiglio delibererà sulla compatibilità di più uffici da affidarsi ad una sola persona.


Art. 38. Gl’Impiegati durano in carica un anno: possono però essere rieletti, salvo il disposto dell’Art. 48 per riguardo al Priore.


Art. 39. Anche avvenuta l’elezione del Priore nuovo gli Impiegati del cessato Priorato continueranno a funzionare nelle rispettive loro qualità finché avvengono le nuove nomine di rimpiazzo o conferma in ufficio.


Art. 40. Morendo fra l’anno alcuno degli Impiegati l’ufficio ne verrà supplito fino alle elezioni generali da altra persona idonea da nominarsi giusta le norme prescritte nell’Art. 36.


Titolo IX.

Del Priore, Sotto Priore e Governatore


Art. 41. Il Priore dev’essere un confratello professo, di fama intemerata, di notoria solvibilità e capace di rappresentare con dignità e decoro la Confraternita.


Art. 42. L’elezione del Priore si farà dai soli Confratelli professi, e si terrà eletto colui, che riporterà la maggioranza relativa di voti segreti.


Art. 43. Tale elezione è fissata pel giorno della festa dell’Ascensione del Signore. Non potendo aver luogo in detto giorno il Consiglio ne fisserà un altro più opportuno, previo avviso ai singoli Confratelli.


Art. 44. Seguita l’elezione del Priore, che dev’essere preceduta dal veni creator, il Priore eletto accompagnato dal Presidente e dal Priore cessato, si porta a piè dell’Altare, ove il Presidente intuona il Te Deum, indi gli si da il possesso che consiste nell’insediarsi nel seggio priorale dai prefati Presidente ed Ex Priore, il quale gli fa consegna della Placa, mentre il Segretario redigerà il relativo atto verbale nel Libro apposito.


Art. 45. Entro otto giorni da computarsi da quello dell’insediamento del nuovo Priore si radunerà il Consiglio per la nomina degl’Impiegati di quell’anno e per la redazione dell’Inventario delle presidenze tutte della Confraternita, copia del quale sottoscritta dal Consiliario verrà consegnata al novello Priore.


Art. 46. Il Priore, che dev’essere da tutti indistintamente rispettato ed obbedito entro i limiti delle proprie attribuzioni, vigila sulla condotta dei Confratelli, corregge fraternamente le loro mancanze, riferisce al Consiglio in caso di grave insubordinazione: cura perché da tutti venga osservato il Regolamento, e per mezzo di mandati ordina all’Economo il pagamento delle spese.


Art. 47. Il Priore risponde dei danni che per proprio fatto potesse la Confraternita risentirne: non gli saranno bonificate le spese che avrà fatto oltre le portate in bilancio, o non autorizzate dal Consiglio, né avrà [?] a ripeterle, dovendosi lo speso ritenere come donato, o ceduto a favore dell’amministrazione.


Art. 48. Il Priore dura in carica un anno: potrà però essere rieletto, ma in guisa che non rimanga in ufficio più d’un biennio.


Art. 49. Accadendo dentro l’anno la morte del Priore, la reggenza della carica verrà interinalmente affidata dal Consiglio ad uno degli Ex Priori.


Art. 50. Se il Priore fosse sospeso dall’ufficio, o si rendesse dimissionario il Consiglio passa alla nomina di un Governatore.


Art. 52. Il Sotto Priore viene prescelto dal Priore tra i Confratelli professi capaci di fare le sue veci, affinché in caso di assenza lo rappresenta in tutte le sue attribuzioni.


Art. 53. Gli Ex Priori, sono quei Confratelli che hanno coperto la carica di Priore ed i Consiliari nati della Confraternita.


Titolo X.

Della Prioressa e Sotto Prioressa


Art. 54. La Prioressa è di nomina del Consiglio, che lo sceglie fra le consorelle professe di vita più esemplare.


Art. 55. La Prioressa, come il Priore a riguardo dei Confratelli, sorveglia la condotta delle Consorelle eccitandole coll’esempio e colla parola all’adempimento de propri doveri, e ne corregge caritatevolmente le mancanze, invocando ov’è necessario l’ajuto del Priore, il quale potrà all’uopo procedere a norma dell’Art. 14: assegna il posto che dovranno tenere nell’Oratorio e nelle processioni, od associamenti, designa a turno due di esse per la visita e l’assistenza alle Consorelle inferme, altre due per la pulizia dell’Oratorio e due altre per accompagnarla nella questua, il cui provento verserà pressi l’Economo, e finalmente denunzia al Priore il decesso delle Associate per l’opportuno servizio funebre.


Art. 56. Si conserva col Cappellano e col Prefetto di Sacristia, la Prioressa provvede alla maggior decenza degl’indumenti e pulitezza della biancheria, ed al conveniente adornamento delle statue che si espongono alla venerazione dei fedeli.


Art. 57. Per essere coadiuvata nell’adempimento de’ propri obblighi la Prioressa dovrà nominarsi una pia Consorella di sua fiducia, che avrà il titolo di Sotto Prioressa e fungerà le veci della Prioressa in assenza della medesima epperò diritto ad essere rispettata ed ubbidita nell’esercizio delle sue funzioni.


Titolo XI.

Del Sindaco e vice Sindaco


Art. 58. Il Sindaco è il controllore degli atti della Confraternita, epperò sorveglia le operazioni dello stesso Priore, con facoltà di convocare il Consiglio sempre che d’accordo col Presidente lo creda opportuno, ed a pena di nullità vidima i mandati di pagamento spiccati dal Priore.


Art. 59. Il Vicesindaco rappresenta il Sindaco assente e morendo questo entro l’anno ne disimpegna con tutte le attribuzioni le carica fino a nuove elezioni.


Titolo XII.

Dell’Economo


Art. 60. La nomina dell’Economo, se Confratello, come è desiderabile, è fissata pel giorno della elezione del Priore colle norme prescritte nell’Art. 42, per quanto riguarda la votazione: se non è Confratello è devoluta al Consiglio.


Art. 61. Non potrà nominarsi in Economo che una persona capace di disimpegnare un’Amministrazione, di sperimentata probità e di notoria solvibilità (Syn. Dioces. Tit. XXXIV § 8).


Art. 62. L’Economo sotto la sorveglianza e direzione del Consiglio e colla norma dei relativi titoli descritti in apposito libro (Syn. Dioces. Tit. [?] § b) cura colla possibile sollecitudine l’esazione alla scadenza delle debiture, particolarmente se arretrate, convocando, ove sia d’uopo, in giudizio i morosi, e rilascia quitanza delle riscossioni operate indicando il titolo cui riferisconsi.


Art. 63. L’Economo non potrà operare 1° la vendita delle derrate se non previo assenso del Priore e del Sindaco 2° un pagamento eccedente le Lire 10 senza il preventivo mandato, od ordine di pagamento rilasciatogli dal Priore, sottoscritto dal Segretario e vidimato dal Sindaco, e se supera le Lire 20, senza l’autorizzazione dell’Ordinario (Syn. Dioce. Cit. Tit. [?] §).


Art. 64. Al termine del suo anno in carica l’Economo presenta al Consiglio i conti della sua gestione (Syn. Dioces. Tit. cit. § 10) unendovi i mandati e le altre carte a corredo e le note dei residui attivi e passivi, ed indicando le ragioni onde tale passività verificasonsi, affinché possa aversi la norma con cui formare il Bilancio dell’anno dell’anno successivo e meglio si provveda alle esazioni.


Art. 65. Il Consiglio, esaminati diligentemente i conti, emetterà a calce dei medesimi il suo parere, indi li trasmetterà per essere riveduti alla Commissione Parrocchiale, curerà perché siano poscia spediti alla Contadoria Generale Diocesana (Syn. Dioce. cit. Tit. [?] § Regolamento G[enera]ᴵᵉ Dioces. Art. 2) per la necessaria definizione, senza la quale l’Economo non s’intenderà liberato da ulteriori contabilità relative ai medesimi.


Art. 66. L’aggio dell’Economo sulle esazioni in danaro sarà regolata dall’uso vigente in [?] diocesi, ed avrà la così detta Crescimonia sulle granaglie.


Art. 67. L’Economo sarà tenuto a rendere indenne la Confraternita nel caso di rifiuto alla resa dei conti, malversazione, deficit, o di qualsivoglia altra perdita sofferta dalla medesima per sua colpa.


Art. 68. Ove l’Economo dismettesse entro l’anno la carica ne avvertirà in iscritto almeno un mese prima a mezzo del Presidente o del Priore il Consiglio, il quale delibererà o di non accettare le dimissioni, o di deputare una persona fornita dei requisiti portati dall’Art. per fungere le veci dell’Economo dimissionario fino alla nomina del Titolare.


Art. 69. Tale deputazione avrà luogo anche nel caso che l’Economo fosse privato dell’ufficio, o morisse entro l’anno di carica.


Titolo XIII.

Del Segretario ed Archivista


Art. 70. Il Segretario, che si desidera sia Confratello, dev’essere fornito d’istruzione sufficiente a poter disimpegnare convenientemente l’ufficio, e di tale condotta che inspiri fiducia al Consiglio che lo elegge.


Art. 71. Il Segretario prende parte necessaria alle sedute o colloqui e le riduce in atto scritto in libro apposito conforme alle proposte discusse e deliberate, come sul registro relativo descriverà gli Atti della vestizione dei Postulanti e della processione dei Novizi: ed è parimenti tenuto alla redazione dell’Inventario ed alla corrispondenza: contro segna pure i mandati, od ordini di pagamento.


Art. 72. All’ufficio di Segretario è ammesso pur quello di Archivista. Epperò il Segretario avrà sotto la sua responsabilità cura delle carte tutte da conservarsi nell’Archivio, descritte in apposito Inventario, come sono i Libri d’amministrazione già esauriti coi documenti a corredo, lettere Titoli [?] e qualsiasi altra carta che riguardi la Confra[erni]ᵗᵃ facendone sempre continuazione nell’Inventario (Syn. Dioce. Tit. XXXV. § b).


Titolo XIV.

Del Cappellano o Direttore Spirituale


Art. 73. Il Cappellano è nominato dal Consiglio, ma non potrà esercitare il suo ufficio senza il beneplacito dell’Ordinario Diocesano (Syn. Dioce. Tit. XXXIV § 4).


Art. 74. Precipuo dovere del Cappellano è di spiegare lo spirito della Pia Associazione al quale procurerà vengano informati gli animi degli Associati, dirigendoli nella pratica dei doveri alla quale è ammesso l’acquisto di tante Indulgenze, e correggendone con paterna carità i difetti.


Art. 75. Egli presiede alle funzioni religiose di sua competenza: vigila al rispetto che conviensi alla Casa del Signore, e cura la maggior santimonia e decenza del Culto Divino.


Art. 76. Per le funzioni ordinarie da lui eseguite il Cappellano [?] l’onorario fissato in Bilancio, per le straordinarie quel diritto dalle consuetudini vigenti.


Titolo XV.

Del Prefetto di Sagrestia


Art. 77. Al Prefetto di Sagrestia spetta, oltre la custodia, quella cura sollecita prescritta dal Sinodo Diocesano (Tit. XXXII § 16) degli indumenti ed Arredi Sacri, dei quali all’atto di entra in carica si redige apposito Inventario, ed ha pure in custodia, olio, vino, cera, incenso.


Art. 78. Prepara quanto è necessario in occasione di Feste, Processioni, Associamenti, [?] al Sacrista l’avviso a domicilio per gli Associamenti: provvede di conserva colla Prioressa ai rimandamenti ed al [?], e finalmente in [?] al Cappellano cura quanto può tornare di maggior decoro dell’Oratorio (Syn. Dioce. Tit. XVI §2; Tit. XVIII §8; Tit. XXII §§6; 7, 8 et segg. ).


Art. 79. Il Prefetto di Sagristia risponde ex proprii dei danni che la Confraternita potrebbe soffrire nelle cose affidate in custodia al medesimo.


Art. 80. Nel resignare l’ufficio restituisce al Consiglio l’Inventario degli oggetti avuti in consegna accresciuto della iscrizione di quelli che fra l’anno siansi potuti acquistare.


Titolo XVI.

Del Maestro dei Novizi e della Maestra delle Novizie


Art. 81. Il Maestro dei Novizi è un Confratello di età avanzata e commendevole per virtù.


Art. 82. Il Postulante gradito dal Consiglio ponesi in relazione col Maestro dei Novizi, il quale di conserva col Cappellano lo istruisce nei doveri di Confratello e nelle ceremonie praticate in Oratorio. Nel giorno della Vestizione e Professione si colloca presso al Novizio e lo accompagna in tutto il tempo della ceremonia, fa iscrizione del nome, cognome, stato del Novizio e della data di sua Vestizione e Professione ed in tutto trasmette al Segretario per essere trascritto a Registro.


Art. 83. Il Maestro dei Novizi farà coscienziosa relazione al Consiglio sulla condotta dei medesimi così allo spirare del termine stabilito pel noviziato, affinché possa giudicarsi se sia il caso di ammetterlo alla Professione, o prolungargli il tempo della probazione, come nel [resignare?] la carica per norma di chi avrà in essa a surrogarla.


Art. 84. Il Maestro dei Novizi ha pure l’ufficio di Guida nelle Processioni.


Art. 85. Quanto viene prescritto pel Maestro dei Novizi intendesi riferito all’ufficio di Maestra per le Novizie.


Titolo XVII.

Degli Infermieri ed Infermiere


Art. 86. A turno ogni mese si destineranno due Confratelli e dalla Prioressa due Consorelle per assistere gli uni ai Confratelli e le altre alle Consorelle in caso di malattia prestando con fraterno zelo l’opera loro per bisogni corporali e sopratutto per quanto riguarda gli spirituali conforti.


Titolo XVIII.

Del Sacrista


Art. 87. Comechè per la Santità del Ministero tutti i Confratelli abbiano a grande onore lo esercitare lo ufficio di Sacrista, tuttavia il Consiglio presceglierà a questa carica un Confratello che non solamente sia atto a tale servizio ma si distingua per comprovata moralità, attività e subordinazione.


Art. 88. Dipendendo più direttamente dal Priore, Cappellano e Prefetto di Sagrestia, per essere questi affidato l’ordinamento dell’Oratorio, da essi riceve le norme del servizio da eseguirsi giusta le lodevoli consuetudini dé Confra[terni]ᵗᵃ ed ai medesimi porterà tutto rispetto ed obbedienza.


Titolo XIX.

Delle Funzioni Sacre


Art. 89. La Confraternita eseguirà puntualmente gli oneri religiosi che le incombessero per Pii Legati descritti in apposito Libro e nella Tabella affissa in Sagrestia (Syn. Dioce. Tit. X § 19. Tit. XXXIV § 11).


Art. 90. Nessuna funzione insolita potrà farsi dalla Confraternita senza il permesso dell’Ordinario Diocesano (Syn. Dioce. Tit. XXX § 11. Tit. XX § 2. Tit. XXXIV § 8. ): e tanto queste quanto le consuete, saranno disposte in modo, onde i Fedeli non vengano impediti dallo attendere alle Funzioni di Parrocchia, né possa recarsi altra offesa ai diritti Parrocchiali (Syn. Dioce. Tit. cit. Tit. et §).


Art. 91. Tutti indistintamente i Confratelli e le Consorelle, i Novizi e le Novizie senz’altra eccezione che di forza maggiore dovranno intervenire alle funzioni praticate dalla Confraternita sia in Oratorio, che in Parrocchia, alle Processioni ed associamenti funebri con quella pietà e devozione, che valgano a edificare il prossimo (Syn. Dioce. Tit .XIX § 12.Tit. XX §§ 1. 2. 3. et segg.).


Art. 92. Le assenze non giustificate saranno luogo a procedersi a termine del Tit. IV. art. 14.


Art. 93. Tutti i giorni festivi per tempo da stabilirsi dal Consiglio a seconda delle stagioni si terrà aperto l’Oratorio, affinché anche non eseguendosi funzioni da Sacerdoti possano i Confratelli e Consorelle possano radunarsi pel canto dell’Uffizio e del Rosario della Beata Vergine, o a praticarvi il Pio Esercizio della Via Crucis, o altrimenti pregarvi individualmente.


Titolo XX. Ed ultimo

Degli Onori Funebri


Art. 94. La Confraternita è tenuta a provvedere a spese dell’Amministrazione alle onoranze funebri de’ suoi Membri, al quale scopo ciascuno ciascuno di essi contribuirà in vita quella quota che, secondo le circostanze, sarà per istabilire il Consiliario.


Art.95. Avvenuto il decesso di un Confratello o Consorella professi ed anche Novizi se ne darà l’avviso col suono funebre delle campane, così in Oratorio, come in Parrocchia, così ciascun Confratello, Consorella o Novizio reciterà il Rosario in suffragio dell’Anima del Defunto.


Art. 96. La salma del trapassato Consocio professo portata dai Confratelli, ed accompagnata dall’intiera Confraternita verrà trasportata in Parrocchia, ove si canterà la messa corpore praesenti, permettendolo il rito, altrimenti in Oratorio in altro giorno da fissarsi, indi l’associamento procederà fino al Campo Santo, ove la Confrat[ernit]ᵃ canterà il Responsorio, e nello stesso giorno, od in altro più conveniente da stabilirsi si canterà in Oratorio l’uffizio dei Difonti, assistente tutta la Confra[terni]ᵗᵃ.


Art. 97. Pel trasporto Novizio la Confraternita è tenuta solamente al trasporto ed associamento della salma.


Art. 98. Ogni anno in uno dei primi giorni del mese di Novembre si celebrerà in Oratorio a spese dell’Amministrazione un solenne Anniversario in suffragio dei trapassati Consoci. A tale scopo la sera precedente si canterà il vespro dei Difonti e la mattina dell’indomani si celebrerà la Messa solenne preceduta o seguita dai tre Notturni e Lodi dello stesso Uffizio prendendovi sempre parte la Confra[erni]ᵗᵃ.


Art. 99. In Ossequio alla povertà quanto disprezzata dal mondo altrettanto esaltata da Nostro Signore Gesù Cristo la Confraternita si esibirà gratuitamente a fare il trasporto dei cadaveri degli indigenti, ed a quest’uopo verranno dal Priore designati a turno ogni mese otto Confratelli.


Art. 100. Per gli associamenti di estranei la Confra[terni]ᵗᵃ percepirà il diritto di Lire Dieci, si presterà però gratuitamente all’associamento del Parroco (Syn. Dioce. Tit. XXXIV § 9), Viceparrochi e Cappellani, non però del Coniuge, Figli e Genitori dei Consoci Professi.


Sia Lodato Gesù Cristo


Il Consiliario di S. Croce

Salvatore Tolu

Giovanni Manconi

Ruda Giovanni Andrea

Matteo Sanna Priore

Segno di di Baingio Manconi

Teologo Pietro Pilo Paroco Presidente


Il presente Regolamento approvato all’unanimità e sott[oscritt]ᵒ dai singoli Membri di questa Venerabile Confraternita di S. Croce, deroga a qualunque altro Precedente e presentasi a Sua. E. Reverendissima Monsig[no]r Arcivescovo Turritano per la necessaria sua Approvazione.

Cargeghe 12 Febbraio dall’Archivio Parrocchiale 1885

Teol. Pietro Pilo Retto[re] P[arrocchia]ᴵᵉ Presidente


V[ist]ᵒ il Presente Regolamento lo approviamo in ogni sua parte, ordinando che sia scrupolosamente osservato e nulla venga in esso riformato, o cambiato senza il consenso ed approvazione del Superiore Ecclesiastico, e confidando che la Venerabile Confraternita di S. Croce in Cargeghe raggiunga il fine della sua istituzione, il maggior incremento del Culto Divino e la Santificazione delle Anime.

Sassari dal Nostro Palazzo Arcivescovile

Addì 1ᵒ Marzo 1885

Diego [Marongio?]

Tolu Segretario

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Copia di atto di vendita di una casa “all'olio della lampada” della parrocchiale di Cargeghe. Anno 1702

 

a cura di Giuseppe Ruiu


(Archivio parrocchiale)


Die quinta mensis 7bris año a natifitate D[omi]ni Mill[esi]mo Setegitessimo secundo Monte Muros

In Dei Nomine Amen (?) Comente heo Jusepa Angela de Tori naturale de sa villa de Padria et domiciliada in custa de Cargegue et a su p[rese]nte constituhida et agattada dae nantis de su nott[ari]o infrascrito, de gratis et per utile profectuo et comodidade mia in custas cosas benevistas atentas et bene miradas de gradu et certa siençia per mie heredes et sucessores mios q[ua]les si sian vendo et per causa et titulu de custa vendissione concedo a sas personas desu r[everen]do d[ucto]r[e] Antoni de Querqui rectore de sas parroquiales igl[esi]as de Cargegue et Muros, et a Diegu Manca oberagiu electu se p[rese]nte annu de sa obera de su ogiu de sa lampanas de d[ict]a parroquiale igl[esi]a de Cargegue de S[an]tu Quirigu p[rese]ntes et aceptantes su d[ict]u su r[everen]do d[ucto]r[e] et rectore Antoni de Querqui, et d[ict]u Manca oberaju perpetualm[en]te tota cudda domo qui per justos et legitimos titulos tengio et possedo eo d[ict]a De Tori sitta et posta intro de sa matesi villa de Cargegue, cun totu dictas et directos et pertenençias de cudda p[resen]te domo confrontat a parte de josso a domo de su ogiu de sa lampana de d[ict]a parroquiale Igl[esi]a et a parte de subra confrontat a su camasinu de sos heredes de su q[uonda]m Thomas de Querqui et a carrera mediante a su istallu de sos heredes q[uonda]m Juanne (Cartta?), q[ua]le carrera falan a sa funtana de Runague, cun ateras mengius confrontassiones segundu megius narrer et iscrier et dictare si podet a tonu hutile et profectu de su d[ict]u reverendo d[ucto]re Antoni de Querqui rectore de d[ict]a parroquiale igl[esi]a, et de su d[ict]u Manca oberaju comporadores a favore de su d[ict]u ogiu et obera de sa lampana, sa q[ua]le domo heo d[ict]a de Tori vendidora la vendo cun su matesi carrigu de unu sensale qui in d[ict]a domo (?) quinbanta liras de propieta de q[ua]le sensale si correspondet ogni annu de pensione bator liras a sos heredes de su q[uonda]m Thomas de Querqui havertende qui sa pençione (?) de custu p[rese]nte annu de d[ict]as bator liras si las carrigan sos d[u]os comporadores a contu de d[ict]u ogiu et obera de sa lampana pro su q[ua]le heo d[ict]a de Tori vendidora la do liquida et france de q[ua]les (?) ateros carrigos de sensales et (?) et (alias?) su q[ua]le sensale dae hoe die p[rese]nte in avante si carrigat et si inputecat a sa obera e ogiu de sa lampana de d[ict]a parroquiale iglesia su q[ual]e sensale si obbligan sos d[ict]os comporadores dare et pagare d[ict]a pensione segundu subra naradu et sa (?) espressadu estrahende heo d[ict]a de Tori dae sos mios su drectu dominiu et podere meu et de sos mios dandelis et transferindelis su drectu dominiu podere et propietade de su d[ict]u r[everen]do d[ucto]re Antoni de Querqui Rectore, et de su d[ict]u Manca oberaju, comporadores a favore de su d[ict]u ogiu et obera de sa lampana, promitendelis darelis sa posessione corporale reale et actuale de d[ict]a domo qui como a su p[rese]nte lis vendo sa q[ua]le lis siat liçita et permissa learesila de propria hautoridade insoro et in su interim depo istare a darelis sa possesione de d[ict]a domo qui lis vendo a su d[ict]u reverendo D[ucto]re Antoni de Querqui rectore de d[ict]a parroquiale iglesia, et de su d[ict]u Manca oberaju de d[ict]a obera et ogiu de sa lampana, (den?) istare a leare cudda con[?] et mi constituo tenner cudda in nomen de (precariu?) et constituida per d[icto]s r[everen]do d[ucto]re Antoni de Querqui rectore de d[ict]a parroquiale igl[esi]a, et de su d[ict]u Manca oberaju comporadores, o de ateros ectores, o de procuradores de d[ict]a obera et ogiu de sa lampana, isquende cuddu de drectu posseder in nomen de quie si possedit, cedendelis totu sos drectos dominios et açiones mias reales et personales (?) et directas ordinarias et extraordinarias et ateras q[ua]les si quergian qui sian a mie competentes et competidoras com o in su devenidores de sos q[ua]les drectos et açiones sos d[ict]os r[everen]do d[ucto]re Antoni de Querqui Rectore de d[ict]a parroquiale igl[esi]a, et Diegu Manca oberaju poctan faguer usare in su (?) et a foras si est segundu heo faguer podia innantis de sa p[n]te venda (?) a sos d[ict]os r[everen]do d[ucto]re Antoni de Querqui rectore et Diegu Manca oberaju, comporadores segnores et procuradores comente et in cosa propria qui de d[ict]a domo qui (?) poctan faguer sas liberas insoro voluntades in aumentu de d[ict]a obera et ogiu de sa lampana de d[ict]a parroquiale Igl[es]ia su prexu de d[ict]a domo est setanta noe liras naro 79 et moneda corrente de su p[rese]nte Regnu, q[ua]les 79 (?) sinde intregat como de p[rese]nte a sa d[ict]a de Tori 25 q[ua]les vinti quinbe liras. Si procedio dae unu sensale qui soliat pagare et corrisponder dogni an[n]u su q[uonda]m pedru de Querqui su q[ua]le sensale fuit de propieta de vintu quinbe liras q[ua]le sensale lu (luisiò?) su d[ict]u q[uonda]m de Querqui in tempus qui fuit oberaju Franc[isc]u Satta de sa d[ict]a parroquiale lgl[esi]a sa q[ua]les vinti quimbe Liras si sun intregadas como de p[rese]nte a sa d[ict]a de Tori (confessa?) haverla recidas dae nantis de su nott[ariu] et testimongios infra iscritos et sas ateras bator liras de sa pençione (?) de custu p[rese]nte an[n]u si las carrigan su d[ict]u r[everen]do d[ucto]re Antoni de Querqui rectore de d[ict]a parroquiale igl[esi]a et d[ict]u Diegu Manca oberaju de d[ict]u ogiu de sa lampana segundu subra espressadu et pero heo d[ict]a de Tori denunçiende (?) de d[ict]u prexu non eser gasi passadu avenidu nen concordadu a sa cosa non passare gasie in veridade atotu ateru drectu rexone o consuetudine a hicustas cosas (?) casu d[ict]a domo a su p[rese]nte vendo valeret pius de su subra d[cit]u prexu de (lis?) factorassione narada inter vius pura perfecta simplice et inrevocabile promitendelis a faguerlis, haverlis et tene d[ict]a domo in su matesi prexu subra espressadu, sa q[ua]le domo sa d[ict]a de Tori promitit darelis in sana pague posseder cudda contra a q[ua]les si quergian personas qui pretendan drectu, o demanda et quergio eser tenta et obligada heo hei sos mios de luisione et de legitima defensione in Judissiu et foras et a sa destitussione de totu dannos dispessas et interessos in sa causa et foras et pro atender cumplire et efectuare d[ict]as cosa obligo sas persona et totu sos benes mios mob[iles]: et immob[iles]: apidos et pro haver ancora qui (?) per q[ua]le si siat lege o drectos privilegiados renunciende a sa lege drectu o consuetudine si sinde agattat qui proibbat sa restitussione de sos dannos dispesas et interessos haversi a faguer renunciende su propriu foru meu a sutamitendemi a su foru et Juridissione de su multu spectabile s[eño]r governadore et reformadore de su p[rese]nte cabu de Tatari et Logudoro o de ateru foru (?) a sutamitendemi a su foru o Jurisdissione de su mag[nific]u off[icia]le de sa p[rese]nte Baronia de Cargegue et generalm[en]te renun[cia?] a (?) leges (?) et a sa lege qui narat qui sa generale renunciassione non ne(?) (?) si non precedet sa especiale et especifica et espressa et pro que d[ict]as cosas apan pius eficassia efectu et valore firmat et jurat sa d[ict]a de Tori in manos de nott[ariu] largamente (?).

Et sende p[rese]ntes su d[ict]u reverendo d[ucto]re Antoni de Querqui rectore de d[ict]a parroquiale igl[esi]a et su d[ict]u Manca oberaju comporadores acceptantes in nois d[ict]a vendidora de d[ict]a domo promiten et si obligan pagare d[ict]a (caritidade?) su prexu et valore de d[ict]a domo cun sos pactos et condissiones subra espressados non atera m(?) nen de atera manera et gasi su d[ict]u reverendo d[ucto]re Antoni de Querqui rectore, lu jurat manu in pectore sacerdotali more, et su d[ict]u Diegu Manca lu jurat et finas in manos de su nott[ariu].

Testes p[rese]ntes sunt Angelu Carrtta, et Anton Pedru de Sogiu de Muros qui lu firman de manu insoro et idem Istara nott[ariu].

(Facta?) fuit sa p[rese]nte copia de sa venda dae su originale sou bene et fidelitt(?) et comprobata fuit dae verbo a verbum per me Beneitu Istara Porqueddu nott[ariu] appostolicu rogatus et requisitus clausi.


Note al testo

È stato limitato l'uso delle maiuscole in base alle regole grammaticali odierne.

Tra parentesi quadre vengono sciolte le abbreviazioni presenti nel testo.

Tra parentesi tonde vengono posti i termini dei quali risulta complessa l'interpretazione.


Breve glossario

Camasinu/Comasinu: magazzino (dove sovente veniva conservato il vino).

Carrera/Carrela: via, strada.

Domo: casa a un piano con una o due stanze.

Obera de s'ogiu de sa lampana: opera dell'olio Santo della lampada.

Oberaju/Oberagiu: il laico che presiedeva, temporaneamente, un'opera sacra.

Istallu: casa a un piano con più stanze.

Runague/Runaghe: variazione dovuta a metatesi del termine nuraghe in logudorese.







mercoledì 7 luglio 2021

Le domus de janas del territorio di Cargeghe


di Giuseppe Ruiu


Il seguente studio, descrittivo e fotografico, supportato da una mappa interattiva (link più in basso), indica la precisa collocazione con coordinate GPS, delle domus de janas presenti sul territorio di Cargeghe. Le tombe a ipogeo appartengono all'era del Neolitico recente (3.400 - 3.200 a.C.) ad eccezione di alcune di epoca nuragica (1.800 a.C. - 238 a.C.) di seguito definite "a prospetto architettonico". La maggiore concentrazione delle tombe ipogeiche cargeghesi è ricompresa nella necropoli di Giorrè-S'Èlighe Entosu (in numero di 15). Altre, in minore concentrazione, sono ubicate in altri siti quali: Pescialzos (2), Su Padru (2), Sos Bajolos (1), e le mai censite di Prammadas (1), Sorighitos (1), Su Monte (1) e Crabiles (1). Non è da escludersi che ve ne siano altre non ancora censite.

La mappa indica inoltre la presenza di alcuni nuraghes: Cherchizzos, Santa Maria, Pala de sa Rughe e Pedras Serradas (e altre strutture) per lo più in rovina, presenti sul territorio cargeghese.

Lo studio si è avvalso, per la terminologia tecnica relativa alle tombe, del pregevole lavoro dell'archeologo Salvatore Merella: "Giorrè-S'Elighe Entosu. La necropoli neolitica a domus de janas di Cargeghe" , Editoriale Documenta, Cargeghe, 2007. 


Mappa interattiva





Domus de janas del territorio di Cargeghe


Necropoli di Giorrè - S'Èlighe Entosu

Località S'Èlighe Entosu

Tomba I

Accessibilità: Dalla Strada Provinciale n. 3 (SP3) al km 17 in direzione di Florinas si svolta a sinistra per il sentiero del Molino-Siscia. Alla fine del sentiero dinanzi al Mulino Siscia si supera il ponticello sul rio di San Pietro, o dei Molini, da cui parte un ulteriore sentiero, con varie diramazioni, che attraverso la vegetazione conduce alle domus de janas presenti nella necropoli. Il percorso è agevolato dalla presenza di segnali in pietra e targhette direzionali collocati dalla Sardegna Canyoning di Ossi. 

Descrizione: Si apre alla base di un grosso masso calcareo. L'interno è costituito da due vani: un'anticella seguita dalla cella principale, in entrambi i vani è presente una nicchia.

Coordinate: 40.66531, 8.63591











































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Tomba II

Accessibilità: Dalla Strada Provinciale n. 3 (SP3) al km 17 in direzione di Florinas si svolta a sinistra per il sentiero del Molino-Siscia. Alla fine del sentiero dinanzi al Mulino Siscia si supera il ponticello sul rio di San Pietro, o dei Molini, da cui parte un ulteriore sentiero, con varie diramazioni, che attraverso la vegetazione conduce alle domus de janas presenti nella necropoli. Il percorso è agevolato dalla presenza di segnali in pietra e targhette direzionali collocati dalla Sardegna Canyoning di Ossi. 

Descrizione: Distante solo pochi metri dalla tomba I si trova in posizione sopraelevata dal piano di campagna su un blocco di roccia calcarea il cui cedimento ha in parte distrutto gli ambienti interni. La domu è costituita da ben cinque ambienti: l'anticella, la cella e altri tre vani costituenti una tomba a sviluppo longitudinale.

Coordinate: 40.66562, 8.63585




















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Tomba III

Accessibilità: Dalla Strada Provinciale n. 3 (SP3) al km 17 in direzione di Florinas si svolta a sinistra per il sentiero del Molino-Siscia. Alla fine del sentiero dinanzi al Mulino Siscia si supera il ponticello sul rio di San Pietro, o dei Molini, da cui parte un ulteriore sentiero, con varie diramazioni, che attraverso la vegetazione conduce alle domus presenti nella necropoli. Le domus III e IV sono le più distanti da raggiungere.

Descrizione: Si apre su un blocco roccioso di natura calcarea, che è l'elemento caratterizzante del territorio, ed è costituita da tre ambienti: un'anticella, con ricca decorazione architettonica, preceduta da un breve padiglione, un vano con due nicchiette sopraelevate e un ulteriore vano. 

Coordinate: 40.66288, 8.63607

















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Tomba IV "delle spirali"

Accessibilità: Dalla Strada Provinciale n. 3 (SP3) al km 17 in direzione di Florinas si svolta a sinistra per il sentiero del Molino-Siscia. Alla fine del sentiero dinanzi al Mulino Siscia si supera il ponticello sul rio di San Pietro, o dei Molini, da cui parte un ulteriore sentiero, con varie diramazioni, che attraverso la vegetazione conduce alle domus de janas presenti nella necropoli. Le domus III e IV sono le più distanti da raggiungere.

Descrizione: La tomba, per via delle sue spirali decorate, affascina e suggestiona maggiormente fra tutte le domus de janas presenti nel territorio di Cargeghe. Anch'essa ricavata su un affioramento roccioso isolato a pochi metri dalla domu III, e costituita da due ambienti (bicellulare con schema a T): composta da un'anticella seguita da un vano suddiviso in tre ambienti da lesene. Le pareti dell'anticella sono entrambe decorate (in quella a sinistra è ormai ben poco visibile) con motivo a doppia spirale eseguito a martellina impostato su una linea orizzontale che si muove parallela al pavimento.

Coordinate: 40.66305, 8.63638















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Tomba V

Accessibilità: Dalla Strada Provinciale n. 3 (SP3) al km 17 in direzione di Florinas si svolta a sinistra per il sentiero del Molino-Siscia. Alla fine del sentiero dinanzi al Mulino Siscia si supera il ponticello sul rio di San Pietro, o dei Molini, da cui parte un ulteriore sentiero, con varie diramazioni, che attraverso la vegetazione condurrà alle domus de janas presenti nella necropoli. 

Descrizione: Si trova sulla sommità di un grande blocco calcareo, a circa due metri dal piano di campagna, e vi si accede salendo su un albero di fico cresciuto ai suoi piedi. Tomba pluricellulare costituita da tre ambienti: l'anticella, la camera principale e un ulteriore cella finale a cui si accede tramite un portellone. 

Coordinate: 40.66641, 8.63548























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Tomba XII

Accessibilità: Dalla Strada Provinciale n. 3 (SP3) al km 17 in direzione di Florinas si svolta a sinistra per il sentiero del Molino-Siscia. Alla fine del sentiero dinanzi al Mulino Siscia si supera il ponticello sul rio di San Pietro, o dei Molini, da cui parte un ulteriore sentiero, con varie diramazioni, che attraverso la vegetazione condurrà alle domus de janas presenti nella necropoli. 

Descrizione: È una tomba ipogeica bicellulare composta da una classica anticella e da un secondo ambiente. Il masso calcareo sul quale si apriva risulta spezzato da una frattura che ha comportato lo slittamento più in basso della stessa. Nel secondo vano pare scorgersi un motivo taurino molto deteriorato. Un'ulteriore tomba monocellulare anch'essa lesionata si trova, crollata, accanto alla tomba XII.

Coordinate: 40.66604, 8.63676












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(Mulino Siscia, sito dal quale parte il sentiero di S'Èlighe Entosu)










(Sentiero di S'Èlighe Entosu)










(Antico forno per la calce al di sotto del sentiero)








(Riparo sotto roccia verso la tomba V)










(Secondo tratto del sentiero)










(Bosco di S'Èlighe Entosu con vista sulla tomba V)










(Rocce per l'arrampicata a S'Èlighe Entosu)



Necropoli di Giorrè - S'Èlighe Entosu

Località Su Littu-Giorrè

Tomba VI

Accessibilità: Lungo la Strada Provinciale 3 (SP3) in direzione di Florinas, a circa 2 Km dal centro abitato di Cargeghe, sulla sinistra in terreno privato chiuso da una cancellata. A pochi metri a destra dell'ingresso è visibile un grosso masso calcareo.

Descrizione: La tomba è scavata sul citato masso sollevata poco oltre un metro dal piano di campagna. Costituita da un solo piccolo ambiente forse andato distrutto per l'attività di cava. 

Coordinate: 40.6625, 8.63279








(Immagine tratta da Wikimapia.org)


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Tomba VII "delle colonne"

Accessibilità: Lungo la Strada Provinciale 3 (SP3) in direzione di Florinas, a circa 2 Km dal centro abitato di Cargeghe, sulla sinistra in terreno privato chiuso da una cancellata, principia un sentiero privato che conduce a un capannone e, oltrepassato questo è visibile un grosso masso calcareo isolato.

Descrizione: La tomba, senza dubbio la più suggestiva dell'intera area di Giorrè, si apre alla base di tale masso isolato, ed è costituita da tre ambienti: una cella, un vano trasversale con due nicchiette, e un ulteriore vano. Nel vano trasversale sono presenti inoltre due colonne a sezione circolare e probabili motivi corniformi. 

Coordinate: 40.66189, 8.63202


















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Tomba VIII

Accessibilità: A circa 750 metri dal centro abitato di Cargeghe lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3), si svolta a destra per il sentiero sterrato di Su Littu de Subra, percorsi circa 500 metri, si accede a un terreno privato recintato. 

Descrizione: La tomba si apre sulla parete di un affioramento roccioso calcareo È bicellulare a sviluppo longitudinale composta da un'anticella e un secondo vano ribassato e circolare. 

Coordinate: 40.66322, 8.62824








(Immagine tratta da Wikimapia.org)


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Tomba IX

Accessibilità: Lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3) in direzione di Florinas sul lato destro a circa 1 chilometro dal centro abitato di Cargeghe, in terreno privato recintato.

Descrizione: È una tomba di tipo monocellulare ricavata su un grande fronte roccioso calcareo. L'unico vano presente è di forma circolare.  

Coordinate: 40.66563, 8.62723

















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Tomba X

Accessibilità: Lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3) in direzione di Florinas sul lato destro a circa 1 chilometro dal centro abitato di Cargeghe, in terreno privato recintato.

Descrizione: È una tomba a prospetto architettonico che si apre sulla fronte di un affioramento roccioso che emerge dal terreno per alcuni metri. Riproduce l'aspetto esterno delle Tombe dei Giganti con l'esedra e la stele centinata. È costituita da un'unica cella con una nicchia laterale. All'interno è presente un pressoio circolare scavato nel pavimento con alla a base una vasca rettangolare (laccu) per la raccolta dei liquidi. Anche all'interno della nicchia è stata ricavata una vasca rettangolare di incerta funzione.

Coordinate: 40.66569, 8.62673











(Immagine tratta da Wikimapia.org)







(Immagine tratta da www.neroargento.com)








(Immagine tratta da www.neroargento.com)











(Immagine tratta da www.neroargento.com)











(Immagine tratta da www.neroargento.com)


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Tomba XI

Accessibilità: Lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3) in direzione di Florinas sul lato destro a circa 1 chilometro dal centro abitato di Cargeghe, in terreno privato recintato.

Descrizione: È una tomba monocellulare anch'essa aperta sulla fronte di un grande masso affiorante. Un portello rialzato dal piano di campagna introduce all'unico ambiente di tipologia reniforme.  

Coordinate: 40.66582, 8.62657









(Immagine tratta da Wikimapia.org)


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Tomba XIII

Accessibilità: A circa 750 metri dal centro abitato di Cargeghe lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3), si svolta a destra per il sentiero di Su Littu de Subra, percorsi circa 250 metri, si accede a un terreno recintato privato. Risalendo il terreno per circa 100 metri dall'ingresso si trova un grosso masso sporgente per diversi metri dal suolo. 

Descrizione: L'ipogeo si apre sul fronte di tale masso ed è composta da due vani: l'anticella, con portello quasi circolare e uno zoccolo inciso alle pareti, e un secondo vano con portello rettangolare che dalla parte dell'anticella e istoriato da motivi corniformi a fascia sovrapposta.

Coordinate: 40.66378, 8.62579




















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Tomba XV (indeterminabile)

Accessibilità: Lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3) in direzione di Florinas sul lato sinistro a meno di 1 chilometro dal centro abitato di Cargeghe, in località Su Littu, in terreno privato recintato.

Descrizione: Poco sotto il livello stradale si trovano tracce di una ipotetica domu de janas con labili segni. Forse venne smantellata per recuperare materiale lapideo nel corso della costruzione della strada nel 1867.

Coordinate: 40.66663, 8.62631
















Necropoli di Giorrè - S'Èlighe Entosu

Località Siscia

Tomba XIV (indeterminabile)

Accessibilità: Dalla Strada Provinciale n. 3 (SP3) al km 17 in direzione di Florinas si svolta a sinistra per il sentiero del Molino-Siscia. La domus si trova dopo poche decine di metri a sinistra in un terreno privato delimitato da recinzione.

Descrizione: Si tratta di una probabile tomba monocellulare collocata all'interno di un masso erratico nella cui parete di fondo presenta una fenditura comunicante con l'esterno. Può avere avuto un riutilizzo successivo (come piccola cappella votiva paleocristiana?) poiché presenti alcuni gradini di accesso incisi nella roccia e una vaschetta -Laccu- anch'essa intagliata nella roccia calcarea. 

Coordinate: 40.66393, 8.63184




























Necropoli di Pescialzos

Tomba I “A prospetto architettonico”

Accessibilità: Provenendo da Cargeghe lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3) dopo circa 750 metri dal centro abitato si svolta a sinistra per il sentiero di Muru e Littu, il medesimo che conduce alla Via Ferrata di Giorrè e al Birrificio artigianale Giorrè. Si svolta a sinistra per il sentiero di Magola che risale l'omonima valle fino al parking per la Via Ferrata. Esattamente dalla parte opposta, in terreno privato chiuso da cancellata si accede alla necropoli composta da due domus a prospetto architettonico di epoca nuragica e a un grottone utilizzato fino a epoche recenti come ricovero per gli ovini.

Descrizione: Necropoli ipogeica composta da due tombe a prospetto architettonico realizzate in epoca nuragica. La tomba I è composta da un'unica cella rettangolare con una grande nicchia sulla parete sinistra.

Coordinate: 40.66001, 8.62156




























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Tomba II “A prospetto architettonico”

Accessibilità: Provenendo da Cargeghe lungo la Strada Provinciale n. 3 (SP3) dopo circa 750 metri dal centro abitato si svolta a sinistra per il sentiero di Muru e Littu, il medesimo che conduce alla Via Ferrata di Giorrè e al Birrificio artigianale Giorrè. Si svolta a sinistra per il sentiero di Magola che risale l'omonima gola fino al parking per la Via Ferrata. Esattamente dalla parte opposta, in terreno privato chiuso da cancellata si accede alla necropoli composta da due domus a prospetto architettonico di epoca nuragica e a un grottone utilizzato fino a epoche recenti come ricovero per gli ovini.

Descrizione: La tomba II è composta da un unico ambiente di forma circolare con una piccola nicchia sul lato destro.

Coordinate: 40.66024, 8.62161

















Necropoli di Su Padru

Tomba I “A prospetto architettonico”

Accessibilità: Dalla gola di Magola all'altezza delle fonti si risale il crinale, attraverso un sentiero - oggi di difficile praticabilità a causa della fitta vegetazione -, per l'altopiano di Su Padru. In alternativa è possibile raggiungere l'altopiano dalla necropoli di Pescialzos.

Descrizione: Si tratta di una domus de janas che presenta in facciata il classico prospetto architettonico di epoca nuragica, dunque parrebbe attribuibile a tale periodo storico. L'interno si presenta ad ambiente unico ossia monocellulare.

Coordinate: 40.39494, 8.37142


























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Tomba II

Accessibilità: Dalla gola di Magola all'altezza delle fonti si risale il crinale, attraverso un sentiero - oggi di difficile praticabilità a causa della fitta vegetazione -, per l'altopiano di Su Padru. In alternativa è possibile raggiungere l'altopiano dalla necropoli di Pescialzos. La domus II si apre sul costone roccioso.

Descrizione: Di difficile lettura poiché erosa dagli agenti atmosferici, parrebbe una tomba monocellulare.

Coordinate: 40.3946, 8.3717












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(Grotte e anfratti sul costone roccioso di Su Padru)


















Tomba di Prammadas

(mai censita)

Accessibilità: A qualche centinaio di metri dal centro abitato, in terreno privato il cui accesso chiuso da recinzione si trova all'inizio della strada che conduce alla chiesa campestre di Santa Maria de Contra, sul lato destro.

Descrizione: Tomba mai censita ubicata alla base di un masso calcareo e infiltrata dall'acqua piovana. È costituita da due ambienti: l'anticella, la camera principale con una nicchietta al centro e altre due cellette laterali.

Coordinate: 40.66828, 8.61869













































Tomba di Sos Bajolos

Accessibilità: Si trova al di sopra del sentiero di epoca romana di Sos Bajolos, in un terreno roccioso in forte pendenza, in posizione soprastante a un centinaio di metri dalla periferia ovest del centro abitato del paese.

Descrizione: Risalente al Neolitico Recente (IV -III millennio a.C.), è composta da un'anticella d'ingresso a pianta ovale che immette nella camera centrale a pianta quadrangolare, dalla quale si diramano, al livello del pavimento, due grandi nicchie laterali ed una di dimensioni minori in posizione frontale.

Coordinate: 40.40091, 8.36453




































Tomba di Sorighitos

(mai censita)

Accessibilità: Alla fine della strada asfaltata che conduce alla chiesetta campestre di Santa Maria 'e Contra, inizia il sentiero sterrato di Santa Maria, dopo pochi metri, sul lato sinistro si trova l'accesso a un terreno privato chiuso da una cancellata. L'area è quella dove vennero girate parte delle scene all'aperto del film dei fratelli Taviani: "Padre padrone, l'educazione di un pastore", vincitore nel 1977 della Palma d'oro alla 30° edizione del Festival internazionale di Cannes.

Descrizione: Si tratta di una tomba monocellulare di pianta reniforme ricavata alla base di una roccia calcarea affiorante dal terreno, al cui vertice è stato costruito in epoca di certo posteriore un sistema di vasche comunicanti intagliate nella roccia (denominate “Laccos” in lingua sarda) con probabile funzione di vinificazione.

Coordinate: 40.40073, 8.37365











Tomba di Crabiles (indeterminabile)

(mai censita)

Accessibilità: Dall'area di Bolotene adiacente al vecchio cimitero, un sentiero conduce verso il crinale di Crabiles. Dopo un capanno per il ricovero degli animali si prosegue tra la vegetazione per circa 150 metri verso est.

Descrizione: Tomba mai completata forse per frattura della roccia nel corso dello scavo. Si apre sul fronte di una parete rocciosa altra circa tre metri. Potrebbe trattarsi di una "Falsa porta" simbolica di epoca indefinita?

Coordinate: 40.66519, 8.61643 












Tomba di Su Monte 

(mai censita)

Accessibilità: in località Su Monte, a pochi metri dal centro abitato in posizione sopraelevata rispetto alle prime abitazioni all'ingresso del paese. Allo stato risulta inaccessibile a causa della fitta vegetazione.

Descrizione: Tomba probabilmente pluricellulare con una colonna nella prima camera.

Coordinate approssimative: 40.67229, 8.61581